Osservatorio riuso

Osservatorio online per il riuso di spazi a fini creativi, artistici e culturali

Succede a Rimini: una curatela fallimentare apre al Riuso Creativo dell’ex colonia “Bolognese”

Data di pubblicazione: martedì, 26 giugno 2018
Condividi su: 


Rimini ha prodotto un’esperienza pilota rispetto all’annoso problema del patrimonio abbandonato, che anche qui come nella maggior parte del Paese risulta endemicamente diffuso. Tra i casi particolarmente coinvolti nel problema vi sono le ex colonie balneari, una tipologia che ha segnato tutta la Romagna, in una lunga stagione di turismo sociale dedicato alle giovani generazioni. Le colonie romagnole si caratterizzano da qualche decennio come scheletri abbandonati, edifici inutilizzati, luoghi fantasma. L’associazione Spaziindecisi lavora da anni in Romagna, sulla valorizzazione degli spazi abbandonati avvalendosi anche di un dettagliato lavoro di mappatura. Spazi Indecisi sperimenta dal 2010 interventi di valorizzazione dei luoghi in abbandono, innescando processi rigenerazione urbana leggera e temporanea attraverso dispositivi culturali che spaziano e ibridano i diversi linguaggi contemporanei.
Si tratta in generale di beni che raramente sono stati riconvertiti o trasformati, in alcuni casi come quello della ex Bolognese, sono stati oggetto di tentativi di investimento nel turismo di lusso, che poi si sono rivelati fallimentari. In conseguenza di ciò le condizioni di abbandono sono poi progressivamente peggiorate generando problemi di occupazioni abusive, degrado e varie forme di devianza sociale.
La Colonia Bolognese, costruita tra il 1931 e il 1932 è un edificio di valore storico architettonico e di pregio storico culturale e testimoniale. Il complesso è formato da quattro padiglioni disposti perpendicolarmente rispetto alla prospiciente spiaggia, che ospitavano dormitori e refettori al piano seminterrato, intervallati da tre corpi di fabbrica di minori dimensioni adibiti a uffici, servizi e camere per il personale.
Il fatto innovativo, probabilmente il primo di questo tipo avvenuto in Italia, riguarda l’affidamento in comodato a terzi di una porzione di ex colonia da parte del collegio di Curatela fallimentare in accordo col Giudice competente. Come scopo: l'innesco di processi rigenerativi nell'edificio e nel contesto problematico dell'area. L’associazione protagonista dell’affidamento in comodato si chiama “Il Palloncino Rosso” ed è composta da un gruppo di professionisti di diversa estrazione che da molti anni partecipano attivamente alla vita culturale della città, occupandosi di innovazione sociale ed in particolare di economia della condivisione, consumo collaborativo, riuso e rigenerazione urbana. Promuove altresì cultura dell’innovazione sociale organizzando eventi, workshop, tavole rotonde, dibattiti ed attività di divulgazione, online e offline, tra le quali anche la kermesse Rimini Wake Hub. Il DNA di Rimini dove nel 1843 venne inaugurato il primo stabilimento balneare in Italia, pone la prospettiva di rigenerazione della ex Bolognese sotto particolari riflettori di interesse sperimentale, essendo sulla spiaggia al confine tra Rimini e Riccione si pone davvero come un test di riuso creativo di straordinario interesse. Qui  il racconto della presentazione dell’iniziativa con alcune interviste filmate, mentre l’immagine di copertina, con la notizia della rinascita della ex Bolognese in prima pagina sul Corriere di Romagna del 22 giugno, è un segnale dell’attenzione che i romagnoli attribuiscono a questa bell’avventura appena iniziata.
 

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.