Osservatorio riuso

Osservatorio online per il riuso di spazi a fini creativi, artistici e culturali

Le community sportive protagoniste del riuso urbano

Data di pubblicazione: sabato, 31 marzo 2018
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In questi anni di transizione e di cambiamento più volte lo sport ha saputo essere protagonista del riuso creativo di spazi abbandonati. Anche un panorama parziale di esperienze è in grado di dimostrare quante potenzialità sia possibile sperimentare attraverso lo sport, soprattutto quando si riesce ad aggregare community di appassionati in grado di concentrarsi intorno alla rinascita di luoghi che diventano poi il segnale di un possibile miglioramento di una zona o un quartiere. Uno dei primi casi che si era segnalato in tal senso è quello avvenuto a Schio con Krapannone, una realtà associative che tratta le nuove discipline cosiddette “freestyle”. Nata nel 2008 ha sviluppato competenze e allacciato rapporti con solide realtà nazionali ed internazionali, con lo di far conoscere in Italia e nel mondo la bellezza e il significato di queste discipline. Riutilizzando capannoni dismessi è stato possibile creare una palestra ideale dove imparare il parkour, grazie alla presenza di strutture innovative ed esperti insegnanti. In tal modo sono stati messi a punto corsi  per controllare la forza, proposte sportive adatte anche alle ragazze, per valorizzare i movimenti leggeri e la coordinazione, sviluppare evoluzioni acrobatiche basilari dal frontflip al backflip, per poi approfondire quelle più specifiche del parkour e freerunning, come i trick a muro o sulle sbarre. Il parkour  dopo essersi connotato come sport borderline nelle banlieue francesi (in italiano: "periferia", "sobborghi") si è rivelato un ottimo veicolo sportivo ed educativo per i ragazzi. Il parkour è infatti un modo di muoversi e fare sport innovativo, che permette di approfondire la conoscenza delle proprie capacità, fisiche e mentali. Una disciplina che insegna ad affrontare gli ostacoli e le difficoltà, sportive ma anche della vita, e che sorprendemente è in grado di generare un impatto positivo sui bambini per gli effetti che induce sulla percezione del proprio corpo, sulla gestione della fatica, sull’autodisciplina e anche sul divertimento che non può ovviamente mancare.
Una community hub dello sport è sorta anche a Biella per sviluppare l’attività fisica, sportiva e far crescere le scuole sportive con particolare attenzione alla medicina sportiva e alla collaborazione tra discipline diverse. Da qui l’idea dell’Associazione “Pietro Micca” di riusare un capannone abbandonato in zona Città Studi per realizzare il progetto denominato “Accademia dello sport”.
A Ravenna una torre dell'acquedotto è stata adattata a palestra d'arrampicata. La torre si articola in dodici percorsi di varia difficoltà ed estensione, fino ad una salita massima di 32 metri che la qualifica come l’impianto d’arrampicata più alto d’Italia.
A Vittorio Veneto l'Ex lanificio Cini diventa polo sportivo e culturale dopo 14 anni di abbandono. Attraverso la mobilitazione di due associazioni locali Contenitore di Idee e a.s.d. K&S Dance School è stato elaborato un progetto di riuso creativo denominato “Laneria” per la realizzazione di un centro polifunzionale di 1000 metri quadrati indoor da utilizzare per corsi di danza, lingue, musica, pittura e molto altro.
Un’esperienza milanese basata su discipline sportive nuove per l’Italia sono alla base della proposta un giovane di talento. Un “ex cervello in fuga” che ha dimostrato che ritornare in Italia è possibile, così come rinunciare ad un lavoro presso Morgan Stanley per scegliere un’attività che lo appassiona, e ancora, che semplicemente importando l’esperienza vista all’estero si può “adattare” al nostro paese una pratica sportiva nuova come l'acrobatica indoor.
Un’inusuale occasione di riuso creativo può arrivare anche dall’originale pratica di “guerra simulata”, a metà strada tra il gioco e lo sport. Dopo aver cercato invano acquirenti e investitori, due beni del Comune di Trieste abbandonati da decenni, l'ex polveriera di Montebello e l'ex macello di Aquilinia, diventeranno teatri di uno sport tanto sconosciuto ai più, quanto strutturato in regole e attenzioni specifiche a garanzia della sicurezza e incolumità delle persone che lo praticano. I complessi abbandonati saranno così utilizzati da due società sportive di softair che usufruiranno degli spazi una volta al mese circa e in cambio, per ora, dovranno effettuare alcuni interventi di sistemazione dei siti. Poi il Comune valuterà se introdurre un affitto simbolico. L'assessore competente ha dichiarato: “Certo non si tratta di recuperare zone abbandonate ma almeno così non restano dimenticate e inutilizzate e allo stesso tempo viene garantito anche un controllo e una risistemazione generale”. Da leggere l'articolo "Trieste, assalti e guerre simulate negli immobili in disuso" di Micol Brusaferro.
Lo sport ancora è protagonista nella campagna dell’associazione Incompiuto Siciliano, finalizzata a pubblicare il primo volume dal titolo “Incompiuto – La nascita di uno Stile”, dove molti impianti sportivi ne alimentano l’inquietante campionario. L’associazione ha il grande merito di aver inquadrato anche l’”incompiuto” nel novero dei grandi patrimoni indefiniti su cui tentare nuove forme di valorizzazione attraverso il riutilizzo. Con l’osservatorio nazionale sul fenomeno delle architetture pubbliche incompiute (più di 750 opere su tutto il territorio italiano, 350 in Sicilia), si propone un ribaltamento di visuale partendo dagli errori del passato. In questo modo dovrebbe essere più facile applicare il “Manifesto” di Incompiuto Siciliano allorquando si afferma che «le opere pubbliche incompiute sono un patrimonio artistico-culturale e in quanto tale divengono possibili promotori di un’economia locale al pari di altri siti storici del nostro territorio».
Da decenni l'abbondanza di chiese ed edifici religiosi abbandonati o sottoutilizzati, e nella fattispecie sconsacrati, ha caratterizzato "garbati" processi di riconversione all'uso pubblico soprattutto come spazi per l'arte o la musica. Con l'estendersi delle esigenze di riuso da qualche anno si stanno affermando anche esperienze nuove con funzioni più variegate e originali. Un interessante reportage ci offre un repertorio di casi a livello internazionale, dove ancora una volta troviamo lo sport a caratterizzare alcune delle sperimentazioni più originali.
 

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